L'Associazione RESMUSICA e Daniele Tobio ci hanno trasmesso elementi di informazione sull'evento che preparano, la prima assoluta in Italia del Concerto n°7 per organo e orchestra di Jean Guillou, a Padova (4 Ottobre 2007) e a Milano (5 Ottobre 2007).
Sylviane Falcinelli analizza l'apporto innovatore di Jean Guillou nel Concerto per organo e orchestra e propone la cronologia dei suoi sette Concerti.

L’Association RESMUSICA et Daniele Tobio nous ont informé sur l’évenément qu’ils préparent, c’est à dire la première absolue du septième Concerto op. 70 pour orgue et orchestre, è Padoue (4 octobre 2007) et Milan (5 octobre 2007).
Sylviane Falcinelli analyse l’apport rénovateur de Jean Guillou dans le concert pour orgue et orchestre et nous propose la chronologie de ses sept concertos.

RESMUSICA Association and Daniele Tobio informed us about their next programme, namely the first performance of the Concerto no. 7 op. 70 for organ and orchestra, to be held in Padua the 4th and in Milan the 5th of October 2007.
Sylviane Falcinelli analyses Jean Guillou’s innovative contribution in the domain of the concert for organ and orchestra, as well as detailing the seven concert chronology.

Il Concerto nr. 7 op. 70 per organo e orchestra


PRESENTAZIONE DEL CONCERTO

Non è senza una certa emozione, che l’associazione RESMUSICA di Padova, presenta al mondo musicale italiano un avvenimento unico e sicuramente irripetibile nel panorama concertistico del 2007.

Stiamo parlando del concerto che l’associazione RESMUSICA di Padova, ha ideato, progettato e realizzato per promuovere una formula unica nel panorama musicale internazionale: il celebre organista francese Jean Guillou, sicuramente il più grande organista vivente, e una delle orchestre italiane più stimate e amate: l’orchestra da camera di Padova e del Veneto diretta dal celebre direttore Giuseppe Marotta.

Motivo principale di questa associazione formata da giovani musicisti, ed è questa la cosa più interessante, è promuovere concerti poco abituali in Italia. Sicuramente organo e orchestra dal punto di vista artistico è unica, ma la realizzazione comporta non pochi problemi: la scelta del luogo in primis, il repertorio, i costi! E molto altro. In Italia le sale da concerto sono spesso sprovviste di un organo a canne, ciò si distanzia dalle strutture estere dove ogni sala è provvista di un organo adatto a dialogare anche con grandi orchestre sinfoniche. Quindi tutti questi problemi hanno reso la sfida ancora più interessante. La prima cosa da fare era trovare un organista adatto a questa idea che unisse genialità e musicalità allo stesso tempo: Jean Guillou è parso subito il più adatto.

L’amicizia che lega Jean Guillou a Daniele Tobio, uno dei membri dell’associazione, ha fatto si che si arrivasse ad ideare una proposta unica. L’idea iniziale era quella di presentare un concerto per organo e orchestra con un repertorio già scritto ma mai eseguito in Italia, purtroppo ci siamo accorti che a Padova, città dove verrà presentato in prima mondiale questo concerto, non avevamo un luogo che unisse un grande organo adatto a dialogare con l’orchestra e una chiesa che contenesse una grande orchestra sinfonica, quindi era impensabile far eseguire uno dei sei concerti per organo e orchestra scritti da Jean Guillou la cui partitura richiedeva generalmente un orchestra minima di 55 elementi. Ecco quindi l’idea di commissionare al M° Jean Guillou una nuova opera adatta ad uno spazio limitato con un organico che non superasse i 40-45 elementi. Questa in poche righe la genesi del SEPTIEME CONCERTO OP.70 di Jean Guillou.

Inutile dire che il protagonista della serata è Jean Guillou qui in veste di compositore con il suo concerto, come interprete, come improvvisatore, ed infine come trascrittore presentando il poema sinfonico Orpheus di Franz Liszt originalmente per orchestra e qui eseguito da Guillou nella sua trascrizione per organo solo.

Un altro motivo che ci ha portato a l’ideazione di questo concerto è l’assoluta mancanza, nei programmi concertistici dedicati all’organo, di un repertorio con brani per organo e orchestra contemporanei o per lo meno scritti nel ‘900, se pensiamo che in Italia gli unici concerti per organo e orchestra che vengono eseguiti oltre a quelli di Haendel o di altri autori del 700 sono: F. Poulenc (concerto in sol minore), A. Guilmant (prima o seconda sinfonia), C. Saint-Saëns ( Terza sinfonia).

Noi, associazione, crediamo fermamente che questo concerto potrà essere l’inizio di un qualcosa di nuovo anche per l’organo stesso, portato fuori dal contesto liturgico per farne un vero e proprio strumento da concerto. Jean Guillou da parte sua condivide appieno questa idea di far rivivere l’organo con una nuova dimensione più concertistica e di reintrodurlo nella vita musicale pura. Questa una della motivazioni che l’ha convinto a scrivere questa nuova opera.

Penso che,per concludere, sia superfluo parlarvi di Jean Guillou musicista, non basterebbe un libro. Voglio parlarvi di Jean Guillou come persona, come amico, come colui che assieme ad altre persone ha reso possibile i nostri sogni. L’associazione RESMUSICA è formata soprattutto da giovani musicisti, appassionati della bella musica, questo forse è il motivo che ha reso Jean Guillou ancora più interessato a collaborare con noi: la sua estrema disponibilità a consigliarci nell’organizzazione del concerto, a scrivere questa opera, a farsi lui stesso promotore per la realizzazione in altre sedi di questo concerto.

Non ci resta quindi augurarvi buon ascolto e concludere con una frase di un celebre pittore italiano che spesso ci ricorda che in Italia: “le parole stanno a zero”, rimane comunque la nuova opera di Jean Guillou che noi associazione presentiamo a tutti coloro che si renderanno partecipi come semplici auditori, o collaboratori.

Daniele TOBIO
(Agente musicale di Jean Guillou per l'Italia)




JEAN GUILLOU, INNOVATORE DEL CONCERTO PER ORGANO E ORCHESTRA

Nella concezione creativa di Jean Guillou appaiono di somma importanza le nozioni di “personaggi drammatici” (sotto forma di motivi musicali, o d’individuazione coloristica di un qualsiasi frammento) e di “colloqui” fra essi (per riprendere il titolo – Colloques - di una sua serie di opere cameristiche).

Rivolgendo la propria attenzione al dialogo tra organo e orchestra – vale a dire tra due complessi sonori ricchissimi di suggerimenti pittorici e di spazializzazione –, il compositore sviluppa questa drammaturgia musicale all’insegna di un’inventività che ridefinisce la natura delle forze in gioco.

Se osserviamo i sette Concerti che ha dedicato all’organo con orchestra da camera, con orchestra sinfonica, con sezioni isolate (il n° 3 con archi, il n° 5 Roi Arthur con un complesso di ottoni), vediamo che Jean Guillou gioca con le mescolanze e gli incroci di timbri (“dissolvenza incrociata”, si direbbe in termini cinematografici) che sgorgano da entrambi questi mondi sonori, fino a farci perdere la nozione della provenienza del singolo suono!

Già il suo primo Concerto (Inventions op. 7), nell’inaugurare quest’accostamento, dimostrava una capacità di comporre nuovi colori originati dalla miscela delle varie prassi strumentali con quella organistica, oltre al “colloquio” tra pianoforte ed organo che si sovrappone all’orchestrazione. Certo, questa op. 7 non si era ancora liberata da una notevole influenza stravinskiana (elaborata polifonia dei fiati, vigore ritmico), ma il tocco del giovane maestro era già riconoscibile nelle zampate del leone, nei momenti di emozione sospesi dal tempo.

Più tardi, apre nuovi spazi alla fantasia : per esempio, nel Concerto Héroïque, strati orchestrali si muovono secondo nebbiose evoluzioni, e, come lampi, si percepiscono diversi “personaggi” sonori, mentre l’organo procede con “l’orchestrazione” delle proprie risorse timbriche, al pari dell’orchestra.

L’immensità incantatrice del Concerto 2000 ci trasporta gradualmente dalle tenebre verso il pieno bagliore della luce (quasi un’assunzione) con ricadute nelle oscurità ipogee da cui si sprigionano eruzioni di fuoco, mentre, come lo scintillare degli astri nella notte, dalle ombre orchestrali emergono sfavillii di diamanti. Un complesso timbrico si muove dall’orchestra all’organo senza lasciarsi identificare da un punto di vista “concertante” nel senso tradizionale ; si tratta piuttosto di una messinscena delle molteplici dimensioni sonore.

Altro universo, il Concerto n°3 trae la sua potenza espressiva dalla densità polifonica di una scrittura liberamente ispirata dal serialismo (sviluppa una serie difettiva).

Anche il Concerto n° 5, scritto per un organico ridotto, favorisce la dispersione del discorso degli ottoni e dell’organo per creare la sensazione di spazio e la profondità di campo ; appare come un’esperienza isolata prima di tornare alla poetica dell’orchestrazione sinfonica per il Concerto n°6.

La nuova opera (Concerto n° 7) sfrutta al massimo le potenzialità della formazione di 40 orchestrali, creando una pienezza acustica e musicale grazie all’intensità delle tensioni verticali e al discorso individuale delle parti orizzontali ; tutto lo spazio è investito con veemenza, animato da una vibrazione generosa che pervade anche i dialoghi dell’organo con i solisti (sopratutto percussioni o legni). I registri dell’organo prolungano o anticipano le figure di questo o quel gruppo orchestrale, e, a tratti, la messa in simbiosi delle risonanze armoniche delle mutazioni dell’organo con quelle delle percussioni compone combinazioni di inconfondibile seduzione.

Il temperamento indomabile dell’artista non si lascia acquietare dalla maturità e si rivela sempre rinvigorito dal fuoco di nuove esperienze (ne è recente testimonianza l’op. 69 : La Révolte des orgues per organo principale, otto organi positivi e percussioni): ecco perché ogni sua nuova opera (come ogni improvvisazione nata dal suo genio) comunica una forza d’esaltazione risalente dalle parti più recondite di un’epopea interiore che si svolge da 70 numeri d’opera.

Jean Guillou è l’unico ad avere liberato il concerto per organo dagli stilemi neo-classici o post-sinfonici per incorporarvi gli apporti di un’orchestrazione veramente contemporanea. Nessuno ha concepito tale susseguirsi di capolavori, dando risalto, con un ingegno prodigioso, a infinite variazioni di questo specifico incontro, declinato secondo le combinazioni più diverse.

Sylviane FALCINELLI



BREVE CRONOLOGIA DEI SETTE CONCERTI PER ORGANO E ORCHESTRA DI JEAN GUILLOU:

- Inventions op. 7 (1960) per organo e orchestra da camera (2.2.2.2.4.2.2.perc., archi), pubblicato nel 1970 dalle Edizioni Leduc, è in attesa di una nuova pubblicazione dalle Edizioni Schott con qualche revisione e diverse aggiunte.

- Un Concerto n°2 (1963) op. 10 per organo, ottoni, percussioni e archi, pubblicato dalle Edizioni Leduc nel 1970, oggi tolto dal catalogo del compositore, ha conosciuto una versione ulteriore riscritta con fiati completi per diventare il Concerto Héroïque.

- Concerto n° 3 op. 14 (1965) per organo e orchestra d’archi, pubblicato nel 1972 dalle Edizioni Leduc, è in attesa di una nuova pubblicazione dalle Edizioni Schott con qualche minima revisione.

- Un Concerto n°4 op. 31 (1978), mai eseguito e tolto dal catalogo, ha fornito una parte del materiale per il Concerto 2000 op. 62 (2000) per organo e orchestra sinfonica, che fu commissionato dallo Stato francese ed eseguito per i 70 anni del compositore nella sua città natale di Angers, a Nantes e a Parigi con l’Orchestre Philharmonique des Pays de la Loire diretta da Vincent Barthe.

- Concerto n° 5 “Roi Arthur” op. 35 (1979) per organo e quintetto di ottoni, eseguito in prima audizione con il Quintetto del trombettista Thierry Caens.

- Il Concerto n°6 op. 68 (2004) per organo e orchestra sinfonica , commissionato per la Finale del Concorso di Organo della Città di Parigi, è in attesa di una nuova vita concertistica, visto che fu presentato al Concorso sotto una forma troncata senza l’autorizzazione del compositore.

- Concerto n° 7 op. 70 (2007), per organo e orchestra di 40 orchestrali, commissionato dall’Associazione ResMusica di Padova.



PROGRAMMA DEI CONCERTI


CONCERTO PER ORGANO E ORCHESTRA



Organista M° Jean Guillou
Orchestra di Padova e del Veneto
Direttore M° Giuseppe Marotta



PROGRAMMA



PRIMA PARTE
Jean Guillou Improvisation ouverture
solo organo (durata circa 10')
Ludwig van Beethoven Settima Sinfonia op. 92 in la maggiore
- poco sostenuto
- allegretto
- presto
- allegro con brio
sola orchestra (durata 35')
SECONDA PARTE
Franz Liszt Poema Sinfonico "Orpheus"
(Trascrizione di J. Guillou)
solo organo (durata circa 12')
Jean Guillou Septième Concerto op. 70
per grand'organo e orchestra sinfonica
- ondeggiante e molto largo
- cantabile
- con brio
organo e orchestra (durata 30')




DATE E LOCALITA'

giovedì 4 ottobre 2007 - ore 21.00 PADOVA - Chiesa Arcipretale di Trebaseleghe
venerdì 5 ottobre 2007 - ore 21.00 MILANO - Chiesa di Sant'Angelo


Associazione Res Musica
www.resmusica.info




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